7 Agosto 2007
Seconda giornata in terra islandese. Ci svegliamo e ci ci rendiamo subito conto che ci siamo accampati dove c’è stato il festival, finito giusto giusto il pomeriggio prima che noi arrivassimo(). In giro
è un macello: tende abbandonate così come attrezzature varie da campeggio e bottiglie/lattine, chiaramente vuote. Comunque ci mettiamo in marcia con i due obiettivi per l’isola: vedere i pulcinella di mare e la parte di isola che è stata creata dopo una eruzione nel 1973. Per la prima non dobbiamo neanche faticare: sono ovunque e così non è problema fare il migliaio di foto che si meritano. Per il resto decidiamo di salire sul vulcano Eldfell: chiaramente scegliamo il versante più ostico con pendenze non male e vento in faccia…saliamo a zig zag e a colpi di
bestemmie.
Dopo un giretto in paese e un bagno all’aperto nelle piscine riscaldate e idromassaggianti di Heimaey, riprendiamo il battello per la terra ferma. Anche questa volta il traghetto è super affollato, ma riusciamo ad occupare una poltrona e a collassate fino a che non tocchiamo terra di nuovo. Sicuramente il film che hanno proiettato faceva pietà!
Riprendiamo la Yaris e ci dirigiamo verso Vìk ì Mýrdal dove vogliamo passare la notte. Per la
strada ci fermiamo alle cascate di Seljalandsfoss (con cena al freddo e al gelo annessa) e vediamo anche quelle di Skogar dai finestrini dell'auto.
è un macello: tende abbandonate così come attrezzature varie da campeggio e bottiglie/lattine, chiaramente vuote. Comunque ci mettiamo in marcia con i due obiettivi per l’isola: vedere i pulcinella di mare e la parte di isola che è stata creata dopo una eruzione nel 1973. Per la prima non dobbiamo neanche faticare: sono ovunque e così non è problema fare il migliaio di foto che si meritano. Per il resto decidiamo di salire sul vulcano Eldfell: chiaramente scegliamo il versante più ostico con pendenze non male e vento in faccia…saliamo a zig zag e a colpi di
bestemmie.Dopo un giretto in paese e un bagno all’aperto nelle piscine riscaldate e idromassaggianti di Heimaey, riprendiamo il battello per la terra ferma. Anche questa volta il traghetto è super affollato, ma riusciamo ad occupare una poltrona e a collassate fino a che non tocchiamo terra di nuovo. Sicuramente il film che hanno proiettato faceva pietà!
Riprendiamo la Yaris e ci dirigiamo verso Vìk ì Mýrdal dove vogliamo passare la notte. Per la
strada ci fermiamo alle cascate di Seljalandsfoss (con cena al freddo e al gelo annessa) e vediamo anche quelle di Skogar dai finestrini dell'auto. Arrivati al campeggio, non c’è nessuno all’ingresso, così ci sistemiamo e decidiamo di farci offrire la permanenza! Meno male che due coppie di inglesi anziani vicino a noi passano la notte a bere e a discutere dei problemi del mondo senza neppure riuscire a risolvere i propri. Ma d’altra parte sono inglesi e non ci si poteva aspettare nulla di più…



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