venerdì 17 ottobre 2008

Latest news

Dopo piú di un mese di silenzio per cause piú o meno forzate (non ho ancora internet a casa, a parte quando riesco a scroccare un po' di wireless dai vicini), torna il vikingo con qualche aggiornamento.

Allora, si, sono a Londra e Londra é una figata!! Sono impressionato dalla quantitá di cose che si possono fare qui (beh, certo rispetto a Fredericia...) e gli orari sono finalmente un po' piú mediterranei (i negozi chiudono almeno alle 7...). In questo periodo é successo che:
1) l'appartamento é in pieno centro (vicino a High Street Kensington) ed é una figata: il mio padrone di casa é The Muffin Man (cosí recita l'insegna sul suo negozio di thé) e a parte che mi ha fatto riparare la lavatrice rotta un mese dopo che sono arrivato, ci sta abbastanza dentro
2) La burocrazia britannica fa pena come quella italiana...avró ripetuto i miei dati al telefono (nome, cognome, indirizzo, telefono, mail ecc ecc un centinaio di volte)...e ancora il mio bancomat non funziona!
3) Ho iniziaito ad andare a nuotare con regolaritá
4) C'é gente che corre ad ogni ora del giorno e della notte...e pare che anche andare in bicicletta non sia cosí pericoloso. almeno dal numero di ciclisti che ci sono...io per ora evito
5) il supermercato piú spettacolare del pianeta é il Whole Foods Market (5 minuti a piedi da casa mia)...delle volte ci vado solo per vedere la merce esposta e senza comprare nulla
6) Gli inglesi arrivano proprio solo fin lí!

Adesso devo scappare...spero di riuscire a postare qualche aggiornamento presto.

lunedì 8 settembre 2008

Slovenia & Croazia - Giorno 4

12 agosto 2008

Percorso: Lipnica-Bled-Kranj-Skofja Loka-Ljubljana

Km pedalati: 91 (+ 13,6 in giro per Ljubljana)
Altimetria
Incontri: Baffo sloveno che ci indica la strda migliore per entrare a Ljubljana
Frase del giorno: "Questo è quello che in gergo tecnico si chiama donna" (commento alle indicazioni stradali di Martina)

Oggi vorremmo una giornata non troppo impegnativa, dopo le fatiche di ieri. Dopo la colazione a casa di Martina (che ospite fantastico!), decidiamo di tornare sui nostri passi e visitare Bled. L'area è sovraffollata di turisti, però il giro di 6 km intorno al lago vale veramente la pena di essere fatto. Da Bled, su consiglio di Martina (ah, le donne e le indicazioni stradali) torniamo al paese dove vive lei e proseguiamo in direzione sud verso il nostro primo obiettivo di giornata, Kranj. Dopo qualche chilometro, imbocchiamo una strada a destra e una festosa serie di saliscendi ci accoglie: e mica saliscendi tranquilli, muri al 12-15%, fortunatamente di poche centinaia di metri, che però non fanno che peggiorare gambe ed umore...e concludiamo il tutto con una bella discesa in sterrato, anche qui con discrete pendenze e immancabili buchi!

Quando la strada torna normale, ci manca poco a Kranj, ma qui, dopo una breve sosta, decidiamo di proseguire fino a Skofja Loka per pranzo a relax.

Panini pessimi e nessuno che ci riesce ad indicare come proseguire per Ljubljana...meno male che la città è carina e un po' di pausa ci fa bene. La strada per la capitale è molto tranquilla e ce la godiamo abbastanza: per lo meno fino a 15 km dalla nostra meta, quando non ci raccapezziamo più sulla strada da seguire. FOrtunatamente compare un uomo con baffo in graziella che, senza spiaccicare una parola di inglese, si fa seguire e, attraverso una serie di stradine impensabili e introvabili, ci fa imboccare la pista ciclabile (fantastico!) che ci conduce fino al centro di Ljubljana. Qui dobbiamo aspettare Matjas, che ci ospiterà stasera (sempre Couchsurfing),ma che purtroppo rientrerà solo in serata. Così giriamo un po' la città, che ci gusta parecchio: prima il centro con la cattedrale e i tre ponti paralleli, poi, per non farci mancare nulla, saliamo al castello, ma invece di salire per la strada, imbocchiamo una stradina e ci tocca spingere la bici a mano su per una serie interminabile di scalini.

La ricerca del ristorante non è dei più facili: la Lonely Planet del 2007 indica tre locali meritevoli per la cucina slovena, e tutti e tre sono chiusi! Ripieghiamo su un ristorante nella via principale e con tagliata e maiale ci riteniamo soddisfatti.

A notte inoltrata raggiungiamo casa di Matjas (6 km dal centro), dopo esserci persi un paio di volte,ma comunque tranquilli grazie all'ennesima pista ciclabile. Matjas è un patito di bici (questa estate ha pedalato 3 settimane in Corsica) e ci da qualche dritta per il giorno dopo su che strade prendere e cosa evitare. Poi è tardi e lui domani lavora, così si va a letto.

sabato 6 settembre 2008

Slovenia & Croazia - Giorno 3

11 agosto 2008

Percorso: Kobarid-Bovec-Trenta-Passo Vrsic-Kranjska Gora-Radljevica-Lipnica
Km pedalati: 124,82
Altimetria
Incontri: Martina e famiglia
Frase del giorno: "No pain, no gain"

Oggi tappa regina della vacanza: si scala il Vrsic, passo più alto della Slovenia a 1611 m con una salita che si prospetta interessante, a quanto sembra dall'altimetria.

Temendo il caldo, decidiamo per una partenza intelligente e alle 8 siamo sulle biciclette. Riprendiamo costeggiando l'Isonzo, che tra colori particolari e ponti di legno è veramente uno spettacolo, attraversiamo Bovec con i suoi turisti e arriviamo a Trenta per un breve pasto prima di affrontare il Vrisc. Peraltro è mezzogiorno: la partenza intelligente ha funzionato!

Sull'altimetria dà 14 km di scalata per mille m di dislivello: in realtà la salita vera e propria inizia dopo 4 km, ma dalla stessa altitudine. Diventano così 10 km distribuiti in 25 tornanti con una pendenza di quasi 1000 m (primo tornante a 654 m, passo a 1611 m)...e con i nostri bagagli non è delle scalate più facili che abbia fatto! Nota di colore: un paio di ciclisti di forma tondeggiante, dopo una birretta a Trenta, incomincia a spingere a mano la bici nei primi 4 km: credo che ci abbiano messo 10 ore a salire il passo.

Dopo due ore totali tra soste e pedalate giungiamo in vetta (si, si, 2 ore per fare 14 km, con una media oraria, soste escluse, di 9,7 km/h!): qui lo stomaco brontola e nel ristorante del passo mangiamo la peggiore pasta che io abbia mai assaggiato: ma a questo punto tutto quello che ingeriamo sembra ottimo.

Dopo una birretta e un paio di foto, scendiamo alla volta di Kranjska Gora: anche la discesa ha 25 tornanti, però questa volta ognuno è coperto di pavè. La cittadina, famosa come stazione sciistica invernale, non è nulla di che, così ripartiamo alla volta di Bled e Radljevica, dove dobbiamo incontrare Martina e la sua famiglia, che ci devono ospitare per la notte (Couchsurfing un'altra volta). La prima parte della strada è su pista ciclabile con una dolce pendenza verso il basso: data la dettagliata natura delle indicazioni, ci perdiamo e, ripresa la via principale, incomincia l'avventura. Dopo aver passato un viadotto vietato al transito delle biciclette, imbocchiamo senza alternative una stradina, che, dopo una discesa in sterrato e una salita imprevista e betemmievole, ci fa arrivare a Bled con una decina di non necessari chilometri nelle gambe. Da Bled, che decidiamo di visitare domani (ormai sono le 18,30), pedaliamo fino a Radljevica: incontriamo Martina, portatrice però di cattive notizie. Per arrivare a casa sua ci toccano ancora 7 km, di cui 2,5 in salita...serie di imprecazioni, ma ormai siamo qui.
In compenso, arrivati a casa di Martina, ci aspetta la cena pronta, che spazziamo via in un amen insieme ad una coppia di cechi in giro per l'Europa (che però non mangiamo). Martina e la sua famiglia (marito e due marmocchi biondissimi) sono di una ospitalità eccezionale: quello di cui avevamo bisogno dopo il Vrsic! Dopodichè crolliamo sul materasso gonfiabile...

venerdì 5 settembre 2008

Slovenia & Croazia - Giorno 2

10 agosto 2008

Percorso: Trieste-Prosecco-Stanjel-Nova Gorica-Kobarid
Km pedalati: 118,25
Incontri: Pensionato friulano
Frase del giorno: "Per andare a Prosecco ce ne vuole di voglia" (frase di un pensionato a cui abiamo chiesto informazioni in centro a Trieste.il nostro viaggio è appena partito e Prosecco è a 8 km!)

Subito partenza ad handicap: chiediamo informazioni a un pensionato friulano per uscire dalla città e raggiungere il confine. Ci manda a Prosecco e poi a Opicina (nostro obiettivo iniziale)...in sostanza, dovevamo fare 5 km, ne abbiamo fatti 15...In ogni caso, dopo una breve sosta alla Foiba di Opicina, passiamo un dogana fantasma (poteri dell'EU), facciamo un po' di su e giù e arriviamo a Stanjel, con un castello arroccato sulla collina. Ripartiamo poco dopo in direzione di Nova Gorica e qui pranziamo a base di burek al formaggio, non prima di un paio di foto da turisti D.O.C.G. con un piedi in Italia e uno in Slovenia davanti alla stazione. E qui capita uno dei momenti forse più di thriller della vacanza: mentre ci mangiamo un gelato, scatta davanti ai nostri occhi l'inseguimento a piedi da parte della polizia locale di un borseggiatore...vince il bene e il ladro viene preso. A parte questo, la città non offre un granchè e ripartiamo poco dopo alla volta di Kobarid (Caporetto).

La valle è veramente belle e, a parte il traffico, costeggiamo l'Isonzo per più di 50 km fino alla nostra destinazione. Fortunatamente la strada non è troppo in pendenza: si sale sempre, ma sempre abbastanza dolcemente e la fatica non è esagerata.

Arriviamo al campeggio di Kobarid e dopo esserci sistemati, incontriamo Mirjam, conosciuta tramite il sito di CouchSurfing. Prima ci porta la monumento dei caduti italiani durante la guerra (splendido panorama) e poi a cena nel ristorante più verde che abbia mai visto, dove ci rifocilliamo a colpi di jota (zuppa locale) e capretto. Dopodichè la stanchezza affiora (se ci ha mai lasciato dopo aver mollato le bici...) e ce ne torniamo in tenda.









martedì 2 settembre 2008

Slovenia & Croazia - Giorno 1

Si parte con il diario di bordo a puntate delle ultime vacanze estive: cicloturistica di due settimane in terra slovena e croata.
Partenti: 2 (Io e Bicchio)
Arrivati: 2 (gli stessi, ma nel mezzo anche di più)

9 agosto 2008

Percorso: Pratrivero-Novara; Trieste cittá
Km pedalati: 68,23 km
Altimetria
Incontri: Ciclista gnocca sulle colline novaresi
Frase del giorno: "Con questo peso, non vi invidio per niente" (Mio padre)

Oggi si parte: la prima giornata prevede una facile sgambata da Pratrivero alla stazione di Novara, da cui poi, con cambi di treno vari, dovremmo arrivare a Trieste, tappa ufficiale di inizio del nostro giro.
Ritrovo nel cortile di casa Barberis alle 8:30, bici con sacche iperpesanti al pari dello stato di fibrillazione in cui si trovano genitori e cane. Dopo le varie foto di rito, finalmente si parte.

Come detto il tragitto non presenta grosse difficoltà e in 2 ore e un quarto siamo in stazione. Cambio rapido di vestiti e iniziamo con la seguente routine: ricerca del vagone per lebici - chiedi al capotreno - carica la bici - lega la bici - viaggia controllando che la bici non cada (una sola caduta registrata) e rubata - scarica la bici e via così per 3 (Novara, Milano, Venezia Mestre). Un sentito ringraziamento alle FS per aver posizionato l'ingresso del vagone biciclette dell'Eurocity Milano-Venezia a 1 metro e mezzo di altezza.

Fortunatamente è tutto in orario e alle 19.15 arriviamo a Trieste. Qui abbiamo prenotato un B&B su per la collina...pedaliamo (perdendoci un paio di volte) per 5-6 km e quando arriviamo a destinazione, in realtà non lo siamo perchè la signora in preda sicuramente all'alcol o alle anfetamine ha deciso di dar via la nostra stanza (bestemmie che il panorama su Trieste non attenua). Ce ne trova un'altra in centro città, perciò rifacciamo in discesa le salite percorse e finalmente riusciamo a sistemarci...come inizio non ce male!

lunedì 4 agosto 2008

D'accordo la poesia, peró...

Oggi ho aperto Toronews.net e come secondo articolo nella pagina ho trovato "Il vero granata e' un eroe, impavido e sincero", sottotitolo "Libero come una farfalla"

Ora, io a quelli di Toronews gli voglio pure bene: qualche notizia interessante, servizi qualche volta simpatici e articoli spudoratamente di parte, come ci si deve aspettare da un sito del genere.

Peró, mi chiedo, era proprio necessario ricordare Meroni con uno slogan che ricorda la pubblicitá di un assorbente? Per quanto ne dica, l'autore da piccolo sarà stato gobbo...

sabato 26 luglio 2008

Life in plastic is fantastic

Seconda presenza al Groen Koncert di Kolding, cioè il"concerto verde", un festival itinerante che in un paio di settimane tocca alcune città danesi, tra cui appunto Kolding.

Compagni di giornata l'immancabile Merovingio e Anja, avvocato danese, perchè un avvocato locale è sempre meglio tenerselo da parte. Tempo spettacolare: sembrava una grigliata al raduno degli alpini dalla tanta carne che c'era in giro.

Ma passiamo al programma: dopo alcuni impedimenti che ritardano il nostro ingresso (tipo biglietti lasciati a casa con conseguente andata e ritorno in taxi per recuperarli: Indovinate chi li ha dimenticati? Ma la colpa è stata nostra che glieli abbiamo lasciati), eccoci davanti al palco principale dove iniziano a suonare Nik&Jay. Una via di mezzo tra i Sottotono e i Gemelli Diversi, tanto per rendere l'idea. Ragazzine impazzite, così come i free-styler che dopo un'ora si sfidano su un ring, tipo 8-miles, a colpi di rime: ogni due strofe, insultavano il sudetto duo.

E poi, il momento topico della giornata, la performance degli Aqua, si, quelli di Barbie...se mi avessero detto 10 anni fa che sarei andato a un concerto con gli Aqua, non ci avrei mai creduto, eppure eccomi qua!


Visto che si sono riuniti da 3 mesi dopo una lunga pausa di riflessione, di canzoni nuove non ce ne sono un granchè e così tirano a campare con i successi storici: Barbie girl, Dr. Jones e via andare. Lui imbolsito, ma sempre pelatissimo, lei identica a 12 anni fa, nonostante (e qui scatta il gossip) i due figlia avuti dal tastierista (e qui crolla il mito, almeno mio, che i due cantanti fossero sposati come nelle favole e vivessero nella casa del video). Insomma, sempre in formissima!

E tra gli Aqua e un pessimo kebab seduti sul prato, si arriva all'ultimo gruppo della giornata, i D.A.D. che con Sleeping my day away chiudono il concerto: un po' di disintossicazione da musica pop ci andava!



Ah, il fatto che si chiami concerto verde non ha nulla a che fare con l'ambiente: il festival è sponsorizzato dalla Tuborg, la verde per eccellenza...la prossima foto mostra come l'aspetto ambientale non c'entrasse un granchè con l'evento!


sabato 19 luglio 2008

Filosofia

"Perchè bisogna vivere la vita con filosofia. E la mia è questa"
Il lustrascarpe si alzò e Carvalho fu sorpreso dalla sua statura quasi mai messa in evidenza: diritto, come se ascoltasse i tamburi che annunciavano la sua esibizione, Bromuro esclamò
"La filosofia del triangolo vitale lungo una spanna."
Si mise il pollice accanto all'angolo della tasca dei pantaloni e il mignolo nella patta. Poi completò il triangolo sfiorando il ventre con il pollice.
"Soldi, scopate e cibo."

Manuel Vàsquez Montalban - TATUAGGIO

sabato 12 luglio 2008

Pseudomontagne e Geocaching

Approfittando dell'estate o per lo meno della mancanza di freddo insostenibile, oggi sono stato con Jörg, collega tedesco, a fare un giro nella zona dei laghi per le "montagne" danesi. Montagna perchè si chiama Himmelbjerg (montagna del cielo), tra virgolette perchè la punta è a 147m sul livello del mare.

L'area è piena di sentieri tra i boschi, saliscendi abbastanza divertenti e panoramiche dei laghi che circondano la zona.
Chiaramente tempo ballerino per tutta la giornata con sole alternato a pioggia alternata a sole con pioggia alternato a neve...no, qui scherzo. I miei pantaloni hanno apprezzato come si vede nella foto.
La vetta è caratterizzata da una torre, su cui si può salire per ammirare il panorama (che come dice la lonely planet, "è lo stesso che si può vedere da sotto") oppure spendere un po' di corone nella negozio di souvenir alla base. Tra la zona torre-parcheggio (circa 500m) si affollano i turisti che in zona ci sono sempre: fortunatamente non abbandonano la posizione e si alternano tra i 10 chioschi spazzandosi quella decina di birre e hot dog che rappresentano la dieta standard del danese medio in vacanza (il burro è per tutti i giorni, non per le ferie), così che per i boschi non abbiamo incontrato praticamente nessuno.
E qui a parte a camminare, ci siamo dedicati ad un'altra di quelle fantastiche follie collettive che solo lo sviluppo di internet ha potuto favorire. Avete mai sentito parlare del Geocaching?Io prima di oggi no.
Ci sono persone che prendono una scatola (plastica, ferro, legno, insomma qualsiasi materiale), ci mettono dentro qualche stupidata, un block notes e una penna e lo imboscano da qualche parte (dentro un ceppo nel bosco di Himmelbjerg, in una fioriera in piazza S.Marco a Venezia, vicino al Santuario di Oropa...ovunque). Poi si segnano latitudine e longitudine, le mettono sul sito Geocaching.com e chiunque iscritto al sito e dotato di un navigatore GPS si segna le informazioni e si può andare a cercare la scatola dove sta facendo la scampagnata: quando la trova, scrive qualcosa sul blocco al suo interno, la richiude e la mette via di nuovo. E a casa può registrare sul sito le scatole che ha trovato e tirarsela con gli amici. Io pensavo "Si va beh, saranno un centinaio" ...sul sito ci sono più di 600 mila iscritti! C'è fin qualcuno che ha messo una scatola sul Monte Barone.
Beh, a dire il vero è anche divertente, soprattutto per avere un obiettivo quando si va a camminare su una montagna di 150 m e il raggiungimento della vetta richiede meno di mezz'ora.
E poi ci sono gare su chi trova prima una scatola nascosta di fresco, enigmi per trovare le coordinate, serie di scatole da trovare di seguito (tipo oggi ne abbiamo trovate 7 nascoste dallo stesso mangiaburro...7, capito!) e un sacco di altre attività. Tipo l'indiano della foto vicino alla scatola: aveva un bigliettino con scritto che, partito dal nord della Danimarca, deve arrivare in Chile passando di scatola in scatola: chi lo muove può registrarne lo spostamento e tutti possono seguire i movimenti di Toro Seduto, che probabilmente stufo delle piogge danesi ha deciso di andare a vedere come si sta in Sudamerica. Jörg si è incaricato di farlo arrivare fino a Duisburg...meno male. Tranquilli, vi terrò aggiornati sulla sua situazione.

lunedì 7 luglio 2008

Summer hit

Questo è uno dei successi dell'estate danese trasmesso da tutte le radio.

La povera fanciulla, abbadonata dall'amore estivo che l'ha lasciata per tale Malene, decide di vendicarsi bruciandogli l'appartamento, vendendogli la Fiat in cambio di spazzatura e spargendolgi i vestiti per Vesterbro, quartiere di Copenaghen. Dopo averlo rassicurato che il gatto sta comunque bene, gli dice ancora che il suo X-Box è un po' umido e gli chiede "e allora? Sei d'accordo che è l'ultima volta che provi a fottermi?".

Quando lui torna alla carica sostenendo che Malene è solo un'amica che aveva bosogno di un posto per dormire una notte, lei non si fa fregare, perchè ha già capito che anche Malene l'ha mandato a stendere. E per concludere, gli dice "avrei dvuto saperlo che eri un maiale...comunque, quelle foto che ho fatto al tuo coso, adesso sono su internet. Se cerchi su google "funny dick", le puoi vedere su Yahoo" e ribadisce "e allora? Sei d'accordo che è l'ultima volta che provi a fottermi?".?

Ecco,la mia domanda è: ma noi con cosa possiamo rispondere ad un testo così? "Sole, cuore,amore"? pz...