venerdì 28 settembre 2007

Islanda - Giornata 8

12 Agosto 2007
Ore 8: saliamo sull’autobus e partiamo per questo tour nel cuore del paese. Per ora non piove, ma le nuvole sopra di noi non preannunciano nulla di buono. Ora vi chiederete come mai la Yaris non va bene per andare in centro…l’altezza del fondo dell’autobus nella foto dovrebbe bastare come risposta.
Il viaggio per arrivare all’Askja dovrebbe durare sulle 4 ore e durante il tragitto la guida islandese ci fa fare alcune tappe, tra cui Herðubreið, dove ci sono il rifugio di Þorsteinsskàli, una splendida guida forestale che parla pure italiano e l’angosciante post-it della foto, e il rifugio di Fjalla-Eyvindur, dove questo bandito era riuscito a trascorrere un inverno in questo buco grazie a una sorgente di acqua calda che scorreva sotto i suoi piedi. A parte questa oasi di verde, il resto della traversata è tutto in mezzo al nulla: lava, lava e ancora lava. Finalmente arriviamo all’Askja e lo sorprese iniziano qui: scendiamo dall’autobus (siamo a 1300 m di altitudine) e nevica!Chiaramente siamo assolutamente impreparati dal punto di vista dell’abbigliamento e visto che dobbiamo camminare fino al cratere (circa 30 minuti), nel giro di un quarto d’ora siamo bagnati per metà. Al cratere il tempo è troppo infame e per ora nessuno fa il bagno…ho scritto per ora perché appena arriviamo alle sponde del cratere, mio cugino di butta in acqua (è il puntino nella foto) seguito a ruota da un paio di mangiabaguette. Noi altri 3 non ci pensiamo neanche a svestirci e, visto che la neve in caduta aumenta, torniamo verso il pullman il più in fretta possbile. Al pullman arriviamo fradici anche nella seconda metà…il viaggio di ritorno di preannuncia di quelli lunghi.
Finalmente l’autobus riparte, crolliamo tutti in un sonno profondo e quando ci svegliamo, ormai siamo in prossimità del campeggio, dove, tanto per variare, piove.
Siamo vicini al punto di rottura: decidiamo di smontare le tende e guidare fino ad Akureyri per cercare un tetto e dormire al caldo per una notte. Ci fermiamo di corsa alle grotte di Godafoss, giusto perché sono le più grosse d’Islanda, e poi partiamo alla ricerca di una guesthouse. Dopo i primi rifiuti, temiamo di dover andare nuovamente in campeggio (anche se qui non piove…), ma dopo qualche altro tentativo, troviamo una camera da 4 alla Guesthouse Sùlur in pieno centro ad Akureyri. Ci docciamo (finalmente un po’ di calore) e poi cerchiamo un posto per mangiare, ma come buona abitudine nei paesi nordici, sono le 22 e tutto è chiuso. Così ci facciamo un risotto ai funghi della Knorr (che diventa a questo punto sponsor ufficiale della vacanza) e decidiamo di dormire qualche ora approfittando della quattro mura che ci riparano.

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