18-19 Agosto 2007
Dopo quattro ore, si gela ancora anche se il sole è già alto: così
mi alzo, stufo di patire del freddo nel sacco a pelo. Alla sette non c’è molto da fare, però due passi al vicino giardino botanico ci stanno. Oggi è l’ultimo giorno e quindi facciamo su la tenda: l’idea è di passare parte della notte in giro e parte in aeroporto. A questo punto tra l'altro scatta il momento Carramba che sorpresa! perchè incontro per puro caso Michele, un ragazzo di Varese che ha fatto l'Eramsus con me a Stoccolma...erano quasi due anni che non ci vedevamo.
La mattinata passa tra passeggiate in centro e acquisti: oggi però a Reykjavik è un macello. In mattinate c’è la maratona e poi oggi è la giornata culturale (Menningarnott), quindi in giro concerti e ammassi di gente si sprecano. Il pomeriggio lo passiamo camminando al nord della città (in realtà sbagliamo strada un po’
di volte) e poi torniamo in centro per goderci un po’ della festa.
La cena è di quelle notevoli: andiamo al pub irlandese Svarta Kuffid, quello della prima sera, per mangiare una fantastica zuppa, dove il piatto è fatto di pane (vedi foto).
Dopodichè passiamo ad un altro locale dove l’età media è abbastanza alta, ma il tutto è proporzionale allo stato etilico dei presenti. Credo di non avere mai visto una quantità di quarantenni così ubriachi. Neppure in
Danimarca!
Intanto per le strade ancora non si può camminare dalla gente che c’è, anche qui tutti belli alticci. Alle tre comunque andiamo a prendere l’autobus per l’aeroporto.
Dopo un’oretta di sonno sul pullman, tentiamo di prolungare la nanna in sala d’attesa, però scopriamo che un cartello dice che non si può dormire qui e le guardie che girano ci fanno rispettare il regolamento svegliandoci ogni volta che ci abbiocchiamo…
Comunque riusciamo a dormire un paio d’ore e poi, dopo check-in e altro, riusciamo a collassate sull’aereo fino a Londra.
Qui il casino è notevole e mi devo separare dagli altri: il mio aereo è più tardi del loro e il mio check-in deve ancora aprire. Quando passo il controllo al metal detector, non mi resta che cenare e aspettare il volo Sterling che mi porta a casa. Atterro in perfetto orario e meno male che un mio collega è venuto a prendermi perché sono le 22 e domani si riprende in ufficio…meno male che fra 11 mesi e mezzo ci sono di nuovo le ferie!
Dopo quattro ore, si gela ancora anche se il sole è già alto: così
mi alzo, stufo di patire del freddo nel sacco a pelo. Alla sette non c’è molto da fare, però due passi al vicino giardino botanico ci stanno. Oggi è l’ultimo giorno e quindi facciamo su la tenda: l’idea è di passare parte della notte in giro e parte in aeroporto. A questo punto tra l'altro scatta il momento Carramba che sorpresa! perchè incontro per puro caso Michele, un ragazzo di Varese che ha fatto l'Eramsus con me a Stoccolma...erano quasi due anni che non ci vedevamo.La mattinata passa tra passeggiate in centro e acquisti: oggi però a Reykjavik è un macello. In mattinate c’è la maratona e poi oggi è la giornata culturale (Menningarnott), quindi in giro concerti e ammassi di gente si sprecano. Il pomeriggio lo passiamo camminando al nord della città (in realtà sbagliamo strada un po’
di volte) e poi torniamo in centro per goderci un po’ della festa.La cena è di quelle notevoli: andiamo al pub irlandese Svarta Kuffid, quello della prima sera, per mangiare una fantastica zuppa, dove il piatto è fatto di pane (vedi foto).
Dopodichè passiamo ad un altro locale dove l’età media è abbastanza alta, ma il tutto è proporzionale allo stato etilico dei presenti. Credo di non avere mai visto una quantità di quarantenni così ubriachi. Neppure in
Danimarca!Intanto per le strade ancora non si può camminare dalla gente che c’è, anche qui tutti belli alticci. Alle tre comunque andiamo a prendere l’autobus per l’aeroporto.
Dopo un’oretta di sonno sul pullman, tentiamo di prolungare la nanna in sala d’attesa, però scopriamo che un cartello dice che non si può dormire qui e le guardie che girano ci fanno rispettare il regolamento svegliandoci ogni volta che ci abbiocchiamo…

Comunque riusciamo a dormire un paio d’ore e poi, dopo check-in e altro, riusciamo a collassate sull’aereo fino a Londra.
Qui il casino è notevole e mi devo separare dagli altri: il mio aereo è più tardi del loro e il mio check-in deve ancora aprire. Quando passo il controllo al metal detector, non mi resta che cenare e aspettare il volo Sterling che mi porta a casa. Atterro in perfetto orario e meno male che un mio collega è venuto a prendermi perché sono le 22 e domani si riprende in ufficio…meno male che fra 11 mesi e mezzo ci sono di nuovo le ferie!



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