giovedì 8 novembre 2007

Elezioni

Siamo in piena campagna elettorale: già c'è stato da poco il cambio dell'ora e l'uscita della birra di Natale, e adesso pure le elezioni. Veramente non avevo bisogno di questo stress aggiuntivo: meno male che la ditta organizza un corso anti-stress dalla prossima settimana.
Comunque, la fredda cronaca. Intorno al 25 di ottobre, il primo ministro dimissionario ha indetto le elezioni per martedì 13 novembre. Si, avete capito bene, hanno indetto le elezioni 20 giorni prima e senza neanche una minima crisetta dell'esecutivo. PaRe infatti (voci di mensa) che, nonostante il mandato (4 anni) scadesse il prossimo anno, il governo abbia preferito dimettersi ora per convenienza politica. E considerato che in ditta siamo a conoscenza della data della cena di Natale (7 dicembre) da settembre, mi è caduto il mito che un evento in terra danese vada necessariamente programmato con almeno tre mesi di anticipo.
Con una soglia del 2% per entrare in Parlamento, da noi nascerebbero partiti come funghi, peggio di adesso. Ma qui siamo in Danimarca, e alla fine i 179 seggi del parlamento se li spartiscono 8 partiti, a parte quattro posti che vanno ai rappresentanti di Groenlandia e Isole Faer Oer.
La sfida per la presidenza del consiglio è tra Anders Fogh Rasmussen (detto "Il Vittorio Gassman dello Jylland" per la presenza e i lineamenti mediterranei), premier uscente e leader del partito di centro-destra Venstre, e Helle Thorning-Schmidt (detta "Oltre le gambe c'è di più"), capo dei Socialdemokraterne. Ci sono poi altri 2 partiti a destra e 3 a sinistra e le ultime proiezioni danno le due coalizioni sostanzialmente in parità, cosicchè l'ago della bilancia sarà probabilmente il nuovo partito Ny Alliance, che paRe voglia stare con Rasmussen, ma credo che si deciderà dopo le elezioni.
Temi più discussi sono il clima, l'immigrazione, la guerra e le tasse. Io sono un po' spaesato perchè nessuno promette un milione di posti di lavoro o leggi contro il conflitto d'interessi (ma un enorme quanto inutile ponte da costruire si) e le mille trasmissioni televisive in onda in questi giorni non mi coinvolgono eccessivamente, considerato anche che non ho il diritto di voto. Il resto della popolazione è invece abbastanza presa, data l'incertezza dell'esito.
Fra pochi giorni vedo come va e vi aggiorno sui risultati.
PS: Menzione d'onore al partito di sinistra Socialistisk Folkparti che promette tra l'altro di installare una centrale eolica offshore ogni due anni...evvai che si lavora!

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