sabato 8 dicembre 2007

La Julefrokost (ovvero: La cena di Natale)

Breve resoconto della cena di Natale del 7 dicembr in località Vejle.

ore 15.15 Fase di riscaldamento in ufficio con Ceres di Natale.
ore 16.00 Partenza dei pullman alla volta del ristorante. Tre signore sui 35-40 anni (ma giovani dentro, e ancora di più nell'abbigliamento) si scassano una bottiglia di Smirnoff e lemonsoda da un litro in 20 minuti di viaggio.
ore 16.30 Arrivo al ristorante Torvhallerne, presenze previste sulle 300. E si incomincia con la fila per mettere giù la giacca. Dopodichè ci sediamo ai tavoli, io con i miei colleghi, tavolo da 16, praticamente un pioppeto. Sui tavoli ci sono già svariate birre di natale, e dopo dieci minuti arriva anche l'acquavite, che non può mancare in una cena che si rispetti.
ore 17.00 Si inzia a mangiare: aringhe in varie salse, una birretta e un paio di snaps di acquavite. Un paio di colleghi che sono in auto incominciano a sudare freddo e caldo a ciclo alternato.
ore 17,30 Terminano le aringhe, bottiglie di aquavite vuote lasciano il posto a bottiglie piene con lo stesso contenuto. Il paradiso dovrebbe assomigliare a questo.
ore 18,00 Incominciano le file al buffet per accaparrarsi qualcos'altro da mangiare. Tra i piatti tipici per una Julefrokost che si rispetti, maiale arrostito, cavolo verde, patate dolci. Dopo il quarto snaps, intravedo l'Arcangelo Gabriele sdraiato su un piatto del buffet con un mela in bocca.
ore 19,00 Picco della serata con l'annuncio del free bar a partire da quel momento. Qualcuno chiede una birra per via endovenosa, altri piantano le radici a fianco al bancone. Mi hanno detto che li hanno rimossi oggi e ripiantati nel giardino della ditta.
ore 19.30 dopo l'ennesimo "ultimo" snaps, il mio vicino di posto sessantenne non riesce più a parlare, sbiascica qualche verso (che poi suona come il danese normale). Un altro inizia a parlare come Paperino, anche questo un brutto segno. Intanto servono finamenete il dolce (notare l'ora): ris alamande, riso cotto nel latte con panna e mandorle e servito con salsa di ciliegie calda. Io lo adoro. Questo amore culinario costa un'altra coda al buffet.
ore 20.00 Arriva il caffè e mi dicono che se non provo il kaffepunch sono una sega. Accetto.
0re 20.30 Iniziano le danze, un duo improbabile suona e canta un po' di Danish Classical (anche detti "calcinculo", perchè riescono a sciodare da una sedia anche il danese più statico). Io mi prenoto un paio di stangone dell'ufficio lingue e due della contabilità.
ore 21.30 Anche il cuba libre del bar non è male.
ore 22.00 Neppure con il mio danese maccheronico riesco a far danzare le due fanciulle che portano la posta in giro. Anche la birra del bar è buona, forse come le altre, forse di più. Mentre ordino, uno si accende un liquore in bocca con l'accendino...
ore 22.30 Il duo fa pausa, uno mi attacca un superbottone chiedendomi mille posti per andare in ferie in centro Italia. Per fortuna che a questo punto della serata capisco tutti i dialetti danesi, inclusi due che sono 100 anni che non li parla più nessuno.
ore 23.00 Riprendono le danze con un mix di musica danese-americano, e siccome alle 24 finisce tutto, fervono le discussioni su cosa combinare quando i ristoratori ci cacceranno.
ore 23.30 Arriva lo spuntino notturno, io lo salto a piè pari.
ore 24.00 Terminano le danze e come per magia, quasi tutti vogliono andare a casa. Io questo non l'ho capito, coricarsi adesso non è una grande idea...così girovago per i bar di Vejle ancora qualche oretta, poi un interminabile autobus mi riporta verso Fredericia.
0re XX.XX mi cambio, me metto a letto e mi addormento in tempo zero, stanco, ma felice.

Nessun commento: