domenica 6 aprile 2008

C'è sempre una prima volta

Stamattina uscita domenicale in bicicletta: obiettivo il Munkebjerg (la montagna dei monaci, ma in cima c'è un casinò, non un monastero), l'unica salita degna di questo nome della zona (25km da casa mia). Lunghissima per il paese (1,2 km) con pendenze medie del 7,1% e soprattutto punte del 15,8%. Comunque il punto è che dopo 3km da casa ho forato: la prima foratura con la bici nuova mi sembra un ottima ragione per presentare l'annoso problema del perchè si fora di più quando la strada è bagnata.
Prima di arrivare qui non ci avevo mai pensato, anzi, non avevo mai neanche lontanamente immaginato che ci si potesse porre una domanda del genere. Invece i mangiaburro ci campano, facendo pure pagine web sull'argomento. E devo dire che per esperienza personale hanno statisticamente ragione.
In sostanza, l'acqua ha quattro effetti su copertoni e ghiaia/pezzi di vetro presenti sull'asfalto:
1) Pioggia e soprattutto acquazzoni fanno scorrere la ghiaia da bordo a centro strada (e soprattutto sulle piste ciclabili che sono nel mezzo)
2) La pioggia fa voltare le pietruzze appuntite, lasciandole soprattutto con la punta verso l'alto (l'articolo non lo dice, ma deve c'entrare qualche legge di Newton o per lo meno di Murphy)
3) L'acqua fa appiccicare più facilemente la ghiaia ai copertoni bagnati
4) L'acqua lubrifica e perciò la ghiaia, una volta conficcatasi nel copertone, fa danni più facilmente
Soluzioni consigliate: pompare duro le gomme, evitare la ghiaia sull'asfalto (geniale), controllare che pietre non si conficchino nel copertone e soprattutto installare copertoni rinforzati (l'ideale sarebbe il modello da cingolato: fa perdere qualche km/h, però non si buca più!).
L'articolo conclude dicendo che comunque l'ideale sarebbe stare a casa quando c'è rischio pioggia, cosa che dimezzerebbe le uscite in bicicletta...

Dopo un migliaio di bestemmie, il Munkebjerg comunque l'ho fatto...

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