11 Agosto 2007
Appena ci alziamo, capiamo subito che l’idea di fare una escursione in montagna nel parco di Jökulsàrgljùfur non è realizzabile. Piove e piove e piove…Prendia
mo la Yaris (che ormai sta assumendo una fantastica condizione di casino organizzato) e incominciamo con il giro del lago Myvatn.Prima tappa al parco di Dimmuborgir: il nome significa ‘castelli oscuri’ e deriva dal fatto che l’area è piena di colonne e spuntoni lavici formati 2000 anni fa da alcune colate laviche. Ci perdiamo un po’ tra i sentieri del parco fino alla grotta più famosa che è chiamata Kirkjan chiesa) perché ricorda la
cupola di una chiesa…mah!Seconda tappa è a Skutustaðir, dove facciamo due passi intorno a una serie di pseudocrateri che spuntano dalla superficie del lago. Vista che è l’ora di pranzo, decidiamo che di hot dog e hamburger ne abbiamo le scatole piene e ci lanciamo sulle specialità locali: visto il tempo, una zuppa non ci dispiace, e poi assaggiamo il geyserbrod (che è un pane tipico della zona cotto per 22 ore sottoterra con il calore generato dai geyser) con salmone affumicato.
Dopopranzo, visto che non ha ancora smesso di piovere un attimo, decidiamo di vedere alcune zone del parco di Jökulsàrgljùfur in Yaris. Sulla strada ci fermia
mo alle fumanti solfatare di Hverarönd e poi, causa riserva del serbatoio, ci tocca fare tutta la strada sterrata del parco prima in un senso e poi di ritorno per fare benzina e non restare a piedi…il numero di benzinai in Islanda è inversamente proporzionale alle pecore che pascolano in giro. Comunque riusciamo a fermarci ad un paio di cascate, quella di Dettifoss (che è la cascata con la maggiore portata d’acqua in Europa, 500 metrei cubi d’acqua al secondo) e poi la sua sorellina minora, Hafragilfoss. Tornati in campeggio, decidiamo di partecipare alla gita al cratere di Askja il giorno dopo. Il viaggio non si può fare con Yaris causa pessime condizioni delle strade, così per la modica cifra di 120 € ci aggreghiamo a un tour organizzato. Intanto, baccagliando la splendida fanciulla alla cassa del campeggio, scopriamo che il giorno prima che arrivassimo noi c’erano 23 gradi al lago Myvatn…visto che non ha ancora spesso di buttare giù acqua, usciamo dalla reception schifati: anche il nervosismo fa perdere interesse al baccaglio.



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