10 Agosto 2007
Questa mattina il cielo è azzurro, imbocchiamo la strada dei f
antasmi (così dice la guida, ma, mentre la facciamo, il nome non è che ci convinca molto) e ci dirigiamo inizialmente verso nord. Passiamo vicino alla Kirkjubæjarkirkja, una delle chiese in legno più vecchie del paese, e poi incominciamo a salire per la strada sterrata di Hellisheidi, tutta pendenze e tornanti e con una vista magnifica. Dopo un paio di centinaio di km di saliscendi, arriviamo a Hraunhafnartangi, il punto più a nord dell’isola. La zona è un po’ desolata e c’è solo un faro e un paio di baracche, però il circolo polare è a 2 km da noi e decidiamo di festeggiare con una pasta alla carbonara della Knorr.Proseguiamo con la pancia piena e, dopo aver attraversato l’ingresso
del parco di Jökulsàrgljùfur ad Asbyrgi (con un canyon enorme formato nei secoli da varie eruzioni vulcaniche), arriviamo a Hùsavìk, dove sostiamo per un hot dog e una birra. Appena fuori Hùsafik (nuovo nome giustificato dalla cameriera che ci serve l'hot dog) siamo attirati da una fantastica
pozza fumante naturale e ci buttiamo in completa solitudine nell’acqua.Decidiamo di guidare ancora un po’, fino al lago Myvatn: la zona pare essere una delle più asciutte di tutta l’Islanda, ma man mano che ci avviciniamo, il sole rimane alle spalle e dalle nuvole inizia a cadere un po’ di pioggia. Comunque ci sistemiamo al campeggio di Reykjahlið, la cucina è superaffollata di mangianaguette e bergamaschi, ma riusciamo a farci largo fino ai fornelli e la serata termina discutendo sul da farsi nei giorni successivi davanti a un piatto caldo.



Nessun commento:
Posta un commento