sabato 6 settembre 2008

Slovenia & Croazia - Giorno 3

11 agosto 2008

Percorso: Kobarid-Bovec-Trenta-Passo Vrsic-Kranjska Gora-Radljevica-Lipnica
Km pedalati: 124,82
Altimetria
Incontri: Martina e famiglia
Frase del giorno: "No pain, no gain"

Oggi tappa regina della vacanza: si scala il Vrsic, passo più alto della Slovenia a 1611 m con una salita che si prospetta interessante, a quanto sembra dall'altimetria.

Temendo il caldo, decidiamo per una partenza intelligente e alle 8 siamo sulle biciclette. Riprendiamo costeggiando l'Isonzo, che tra colori particolari e ponti di legno è veramente uno spettacolo, attraversiamo Bovec con i suoi turisti e arriviamo a Trenta per un breve pasto prima di affrontare il Vrisc. Peraltro è mezzogiorno: la partenza intelligente ha funzionato!

Sull'altimetria dà 14 km di scalata per mille m di dislivello: in realtà la salita vera e propria inizia dopo 4 km, ma dalla stessa altitudine. Diventano così 10 km distribuiti in 25 tornanti con una pendenza di quasi 1000 m (primo tornante a 654 m, passo a 1611 m)...e con i nostri bagagli non è delle scalate più facili che abbia fatto! Nota di colore: un paio di ciclisti di forma tondeggiante, dopo una birretta a Trenta, incomincia a spingere a mano la bici nei primi 4 km: credo che ci abbiano messo 10 ore a salire il passo.

Dopo due ore totali tra soste e pedalate giungiamo in vetta (si, si, 2 ore per fare 14 km, con una media oraria, soste escluse, di 9,7 km/h!): qui lo stomaco brontola e nel ristorante del passo mangiamo la peggiore pasta che io abbia mai assaggiato: ma a questo punto tutto quello che ingeriamo sembra ottimo.

Dopo una birretta e un paio di foto, scendiamo alla volta di Kranjska Gora: anche la discesa ha 25 tornanti, però questa volta ognuno è coperto di pavè. La cittadina, famosa come stazione sciistica invernale, non è nulla di che, così ripartiamo alla volta di Bled e Radljevica, dove dobbiamo incontrare Martina e la sua famiglia, che ci devono ospitare per la notte (Couchsurfing un'altra volta). La prima parte della strada è su pista ciclabile con una dolce pendenza verso il basso: data la dettagliata natura delle indicazioni, ci perdiamo e, ripresa la via principale, incomincia l'avventura. Dopo aver passato un viadotto vietato al transito delle biciclette, imbocchiamo senza alternative una stradina, che, dopo una discesa in sterrato e una salita imprevista e betemmievole, ci fa arrivare a Bled con una decina di non necessari chilometri nelle gambe. Da Bled, che decidiamo di visitare domani (ormai sono le 18,30), pedaliamo fino a Radljevica: incontriamo Martina, portatrice però di cattive notizie. Per arrivare a casa sua ci toccano ancora 7 km, di cui 2,5 in salita...serie di imprecazioni, ma ormai siamo qui.
In compenso, arrivati a casa di Martina, ci aspetta la cena pronta, che spazziamo via in un amen insieme ad una coppia di cechi in giro per l'Europa (che però non mangiamo). Martina e la sua famiglia (marito e due marmocchi biondissimi) sono di una ospitalità eccezionale: quello di cui avevamo bisogno dopo il Vrsic! Dopodichè crolliamo sul materasso gonfiabile...

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